La Russia ha deciso di mettere dei precisi paletti per la vendita di smartphone, computer ed altri prodotti di elettronica sul suo territorio. A partire dal prossimo luglio 2020, se questi dispositivi non disporranno al loro interno di app e software russi non potranno più essere commercializzati. Una scelta molto particolare che potrebbe costringere molti produttori a mettere mano ai software dei loro prodotti o a scegliere di non venderli più in Russia.

Questa nuova legge non dice che i dispositivi dovranno essere dotati solamente di app russe ma che i produttori dovranno fornire delle alternative sviluppate in Russia. Come dire che su di uno smartphone, per esempio, dovranno essere presenti non solo le app canoniche ma anche le equivalenti russe. Si parla di applicativi, ovviamente, e non del sistema operativo che non viene toccato da questa legge.

I produttori potrebbero risolvere facilmente il problema precaricando qualche app in più ma il problema è più politico che informatico. All’attacco sono già partite diverse associazioni dei consumatori che puntano il dito contro questa legge. Segnalano, infatti, che non tutti i produttori saranno disposti ad accettare questa decisione e che su alcuni dispositivi non sarà nemmeno possibile caricare app russe. Questo significa che alcuni prodotti potrebbero sparire dal mercato.

C’è poi il sospetto che questa decisione della Russia non sia dettata più di tanto dalla volontà di voler stimolare lo sviluppo di app nazionali ma quanto dall’obiettivo di voler più direttamente controllare gli utenti.

Preoccupazioni che hanno sicuramente un fondo di verità visti i precedenti. Sicuramente se ne riparlerà nei prossimi mesi. Al momento, però, rimane l’obbligo che scatterà dal luglio del 2020.