La Commissione Antitrust dell’Unione Europea ha deciso di multare Google con una maxi sanzione di 4,3 miliardi di euro con l’accusa di posizione dominante del suo sistema operativo Android. La multa era nell’aria già da diverso tempo e già si sospettava che la sanzione avrebbe potuto essere estremamente pesante. L’Antitrust Europeo guidato da Margrethe Vestager mette in evidenza tre criticità. Secondo l’accusa, Google ha imposto ai produttori di preinstallare l’applicazione Google Search ed il browser Chrome come condizione per la concessione della licenza del Play Store. In secondo luogo, Big G avrebbe pagato alcuni grandi produttori e operatori di reti mobili affinché preinstallassero a titolo esclusivo l’applicazione Google Search sui loro dispositivi.

Infine, l’Antitrust evidenzia che Google avrebbe impedito ai produttori che desideravano preinstallare le applicazioni Google di vendere anche un solo dispositivo mobile intelligente funzionante con versioni alternative di Android non approvate dallo stesso Google. In buona sostanza, Big g avrebbe utilizzato Android come una sorta di mezzo per imporre i suoi servizi all’interno dei dispositivi mobile, monopolizzando il mercato pubblicitario.

L’indagine era partita già nel 2016 ed, adesso, è arrivata a conclusione. Per Google non si tratta della prima pesante multa comminata dall’Unione Europea. L’anno scorso, per esempio, Big G fu sanzionato con una multa da 2,42 miliardi di euro per le attività di Google Shopping.

Google deve ora porre effettivamente un termine a tale condotta entro 90 giorni. In caso contrario dovrà versare penalità che potranno arrivare fino al 5% del giro d’affari mondiale medio giornaliero di Alphabet, la società madre di Google.

Google, tuttavia, non sembra voler prendere questa direzione ed ha già annunciato di voler fare ricorso.

Android ha creato più scelta per tutti, non meno: un ecosistema fiorente, innovazione rapida e prezzi più bassi sono le caratteristiche classiche di una forte concorrenza. Faremo appello contro la decisione della Commissione.

Anche il CEO di Google, Sundar Pichai, è intervenuto con una lunga dichiarazione in cui evidenzia come Android crei opportunità e non le tolga.