Leonardo da Vinci, celebre scienziato italiano, è stato una delle menti più rivoluzionarie nella storia, un genio visionario per l’innovazione presente nei suoi studi e le intuizioni che lo hanno contraddistinto. Era in grado di “vedere oltre” e suo con il lavoro si è proiettato molto in avanti nel tempo.

Uno startupper è in grado di fare tutto questo, ecco perché quest’anno Campus Party Italia ha deciso di chiamare a raccolta le giovani menti del paese lanciando la campagna “Diventa div3rso, diventa te stesso”, scegliendo come una delle icone l’inventore fiorentino.

Non solo: sul sito dell’evento vi è una pagina dedicata (https://italia.campus-party.org/startupper/), dove si possono trovare esempi di giovanissimi “inventori” digitali, quali Valeria Cagnina, 17 anni e già eccellenza italiana nel mondo della robotica, tra le 50 donne più influenti nel mondo tech, oppure Alberto Cartasegna, CEO di Miscusi, già nella classifica di Forbes tra i giovani innovatori under 30 più promettenti, fast food della pasta che ha conquistato l’Italia.

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Leonardo ha, nei suoi ambiti di studio, lasciato una grande impronta ai posteri, è da considerarsi un simbolo di innovazione. I giovani possono e devono prendere ispirazione da figure come la sua e a Campus Party hanno l’opportunità di farlo. Come egli stesso ha detto: «Il sapere non è sufficiente, dobbiamo applicare. Il volere non è sufficiente, dobbiamo fare».