Ieri, aprendo FarmVille 2, ho scoperto che Real California Milk ha avviato una campagna promozionale nel gioco: è un caseificio statunitense che, avendo delle origini emiliane, ho subito paragonato al consorzio del Parmigiano Reggiano. In pratica, i giocatori hanno due settimane per completare tre missioni legate all’azienda e ottenere premi esclusivi. Il marchio appare ripetutamente nel videogame, come le caratteristiche mucche allevate dai cowboy californiani. È una pubblicità che raggiunge quaranta milioni di utenti mensili.

D’accordo, Zynga attraversa un periodo di profonda crisi… ma una simile sponsorizzazione gioverebbe ai tanti marchi di qualità registrati per tutelare la produzione italiani all’estero. Non saprei contare le contraffazioni statunitensi o cinesi ai prodotti tipici del nostro Paese: immagino che organizzare una pubblicità del genere con FarmVille 2 costi nell’ordine del milione di dollari, però avrebbe un rilievo internazionale superiore a una qualunque campagna. Ripeto, oltre quaranta milioni di giocatori sono su Zynga ogni mese.

Parlando di Uber, ho avuto modo d’elogiare la strategia di marketing operata sui social network: purtroppo, l’attualità dell’argomento ha spostato l’attenzione sulle questioni legali che non ho voluto commentare. Quello di Real California Milk è un altro esempio da seguire per una gestione efficace dell’identità online. Dubito che il latte italiano abbia qualcosa da invidiare alla produzione statunitense, ma all’estero non riconoscono i marchi dell’origine controllata. FarmVille 2 darebbe una grande possibilità all’agricoltura.

Photo Credit: US Department of Agricolture via photopin (CC)