Per quanto riguarda l’archiviazione dei proprio dati, ogni utente ha a disposizione molte opportunità. Dropbox è sicuramente la più conosciuta. Offre 2 Gigabite di memoria agli iscritti ma fa riferimento alla normativa Statunitense e questo non sembra una garanzia. Cambia qualcosa con Zumodrive?

Accedendo alla home page di Zumodrive ci troviamo di fronte ad una pagina molto semplice che spiega con uno schema immediato il funzionamento del servizio: si sceglie un documento si carica sulla nuvola, si accede nuovamente al documento da qualsiasi posto e con diversi dispositivi.

Zumodrive è compatibile con Windows, Mac, Linux, iPhone, Android e Palm Pre e per chi ne ha voglia, si può anche accedere ad un tour virtuale nell’applicazione. Come abbiamo già fatto per Dropbox, Cloud Drive e Skydrive, cerchiamo di capire anche per questo servizio quali sono i termini d’uso del sistema e quali tutele ci sono per gli iscritti che scelgono Zumodrive.

Termini del servizio e Privacy Policy sono ben in evidenza in calce alla pagina e sembrano disponibili anche in italiano oltre che in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, cinese e giapponese. Invece scegliendo la lingua si traduce soltanto la home page. Tutto il resto è spiegato in inglese.

Arriviamo al dunque: copyright e proprietà intellettuale sono tutelati secondo la legge americana. Stessa cosa per la tassazione. Per qualsiasi altro problema il riferimento aziendale è Motorola.