Il mercato degli smartphone si sta dimostrando molto più chiuso di quanto si potesse immaginare e così una società che voglia entrare a pieno titolo nel mercato dei cellulari di ultima generazione, deve faticare per conquistarsi una posizione, lottando con la concorrenza e con le dicerie. Non può esserci premessa migliore per presentare il caso dell’azienda Zte, una società cinese quotata in Cina e ad Hong Kong, sottoposta nell’ultimo periodo ad una serie d’indagine da parte delle autorità americane che volevano muovere all’indirizzo di questo competitor, un’accusa di spionaggio industriale.

Il CEO della ZTE Corporation è stato a Milano per presentare i nuovi smartphone di fascia media con cui l’azienda ha deciso di posizionarsi sul mercato. La presentazione del dirigente è stata molto precisa: la Zte è una società quotata in borsa a Shenzhen e a Hong Kong ed ha degli americani nel consiglio d’amministrazione.

Il Congresso degli Stati Uniti, sospettando una sorta di spionaggio ai danni delle aziende a stelle e strisce, ha deciso di investigare sulla Zte che si è sempre dimostrata molto collaborativa con le autorità americane.

Come fa notare He Shiyou, leader dell’azienda, il problema è negli standard validi nel settore delle telecomunicazioni che impongono di adottare misure simili a quelle pensate da Nokia, Siemens o Alcatel.