Google ha annunciato la disponibilità dei canali a pagamento su YouTube, che avevo anticipato lunedì: sono arrivati in tempo sulle previsioni, ma sarebbe stato meglio aspettare. Non è stato specificato nell’annuncio ufficiale, però accedendo a uno qualsiasi dei canali cui abbonarsi un avviso segnala l’inaccessibilità in Italia. Se devo essere del tutto sincero, per una volta non posso proprio lamentarmi poiché le emittenti televisive italiane on demand offrono dei contenuti più interessanti. Quello di Google? È (quasi) un FAIL.

La formula delle sottoscrizioni è discreta: YouTube offre un’anteprima gratuita di quattordici giorni per valutare l’ipotesi d’abbonarsi a un canale da $0.99. Purtroppo, sono i contenuti a deludere. Nella lista dei canali disponibili sono elencati soprattutto broadcaster di cartoni animati per bambini ed emittenti che propongono video-corsi di fitness. Non critico il fatto che le lingue parlate siano inglese, spagnolo o spanglish perché la novità riguarda in esclusiva gli Stati Uniti. Dov’è la “rivoluzione” dell’intrattenimento?

Forse, sono stato io a commettere l’errore d’aspettare un’offerta competitiva: sapevo che non avrei disdetto subito l’abbonamento alla TV satellitare, ma non che avrei preferito la generalista a YouTube. Scorrendo i canali a pagamento, il più interessante sembra essere quello dei tornei internazionali di golf. Arriverà Sesame Street, sempre dedicato ai bambini, però mancano i contenuti d’alto livello. Come successo con Google TV, la pay-per-view su YouTube è una piattaforma interessante che momentaneamente non guarderà nessuno.

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