Google potrebbe annunciare le sottoscrizioni dei canali a pagamento su YouTube prima di I/O 2013 che inizierà soltanto il 15 maggio. Una fonte attendibile ha comunicato a The Financial Times che da questa settimana alcuni broadcaster selezionati potranno offrire i propri contenuti a $1.99 al mese: ovviamente, parliamo degli Stati Uniti. Non è detto e, anzi, è poco probabile che la disponibilità in Italia sia contemporanea a quella statunitense. Sarebbero una cinquantina i canali pronti al salto di qualità verso la pay-per-view.

Non siamo parlando dei video musicali che, accanto ai servizi di Google Music, YouTube potrebbe proporre in abbonamento. Le sottoscrizioni riguardano i contenuti più “tradizionali”, inclusi film e serie televisive: una prospettiva che infastidisce le emittenti a pagamento. Provate a immaginare l’erosione del mercato su satellitare e digitale terrestre, causata da una disponibilità di filmati in prima mondiale per qualunque dispositivo compatibile con le app di YouTube. Le restrizioni regionali impediranno una simile prospettiva?

È quasi scontato che, per via dei diritti televisivi acquisiti, dal nostro Paese non potremo accedere a eventi sportivi in esclusiva o fiction inedite su YouTube. Tuttavia, penso che i broadcaster nazionali debbano accettare la sfida e approdare sulla piattaforma di Google: le nuove impostazioni dei canali sono orientate all’annullamento delle differenze con la TV e le applicazioni ufficiali sono un valore aggiunto, che le emittenti non potrebbero realizzare da sé. È lecito domandarsi se la banda larga italiana sia all’altezza.

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