L’idea di YotaPhone 2 nasce qualche anno fa grazie alla start-up russa Yota Devices. L’intenzione era di entrare nel mercato smartphone con un prodotto non convenzionale e unico più per funzionalità esclusive che per il design.

Così, dopo una lunga e necessaria fase di sviluppo, è nato finalmente il primo smartphone con doppio schermo e doppia anima.

Preso in mano e tenuto con il lato frontale verso di noi, il telefono appare infatti come un qualsiasi altro dispositivo attuale: spessore inferiore ai 9 mm, peso di 145 g, ampio display AMOLED da 5” con risoluzione Full HD e sistema operativo Android 4.4 KitKat.

Ma una volta girato sul dorso posteriore, finalmente è svelato l’arcano. Infatti, questo è occupato quasi integralmente da un secondo schermo da 4,7” di tipo Electronic Paper Display. Tre aspetti balzano subito all’occhio: è leggermente curvo, non è retroilluminato e visualizza solo 16 livelli di grigio.

In sostanza, YotaPhone 2 appare come un ponte tra uno smartphone tradizionale e un lettore di e-book, con cui condivide la tecnologia a “inchiostro elettronico” sul display posteriore.

Cosa fa la differenza?

In realtà è molto di più. Si aprono molte possibilità, non solo quelle di lettura di un libro che, a dir la verità, su uno schermo da 4,7” appare sacrificata. YotaPhone 2 si dimostra invece un ottimo strumento per chi si muove spesso per lavoro, per due aspetti collaterali del secondo schermo Electronic Paper.

Punto primo, possiamo usare quasi esclusivamente questo display per tutto quello che riguarda le notifiche, la messaggistica, gli appuntamenti, le telefonate. In sostanza, diventa un assistente personale portatile. Punto secondo, spostando queste attività quotidiane sul secondo schermo, molto più parco in fatto di consumi, l’autonomia ha un’impennata verso livelli finora impensabili.

Arriviamo a misurare la durata della carica in giorni (sino a cinque) e non più in ore, e solo attivando la funzione YotaEnergy che trasferisce le funzioni primarie sullo schermo EPD, si ha un incremento del 15%, che tradotto in tempo fa un massimo di otto ore e mezza supplementari.

Inoltre c’è un’altra possibilità accattivante è la funzione YotaMirror, che replica Android sul retro del terminale, con tutte le sue funzionalità.

Esperienza d’uso

Ovviamente i 16 livelli di grigio e l’assenza della retroilluminazione rendono l’esperienza d’uso diversa e meno appagante, in particolare con luce scarsa, ma se dobbiamo solo usare Whastapp o un servizio analogo, è una limitazione che possiamo accettare con tranquillità.

La vera ciliegina sulla torta è data dal fatto che lo schermo posteriore è di tipo “always on”: in sostanza visualizza anche a batteria esaurita l’ultima immagine scelta dall’utente.

Così se siamo in viaggio e non abbiamo più carica, possiamo trovare un’ancora di salvezza in questa funzionalità, ad esempio scegliendo il QR Code di una carta d’imbarco, la scheda della rubrica di un nostro contatto o l’indirizzo e relativa mappa dell’albergo che dobbiamo raggiungere, ecc.

Nell’utilizzo tradizionale, YotaPhone 2 non delude, avendo un corredo hardware di tutto rispetto: processore quad core Snapdragon 800 da 2,2 GHz con 2 GB di RAM, 32 GB di capacità, doppia fotocamera da (8 megapixel e 2 megapixel), connettività completa (4G/LTE, Wi-Fi, Bluetooth, NFC) e ricarica wireless.

A chi può far comodo?

La vera carta vincente dello YotaPhone 2 è il secondo schermo che amplia le possibilità soprattutto a chi si muove spesso per lavoro, potendo contare su tutte le informazioni e sulle attività che servono, su un’autonomia sino a cinque giorni, e su una fondamentale protezione Corning Gorilla Glass 3 (come sullo schermo principale).

YotaPhone 2 è venduto in italia nelle catene Ingram Micro e Mondadori MediaStore senza vincoli di operatore, altrimenti negli store Vodafone, al prezzo di 749 euro.