Se analizziamo l’evoluzione della navigazione in rete capiamo bene il perché Yahoo non voglia lasciarne passare nemmeno una a Facebook e abbia minacciato Zuckerberg di portarlo in tribunale. 

Il pomo della discordia sarebbero alcuni brevetti legati all’advertising e alla personalizzazione delle pagine. Da quando il popolo della rete ha smesso o si è disabituato alla frequentazione dei grandi portali di informazione e servizi, si sono ingigantite le proporzioni del popolo dei social network.

Sono gli strumenti come Facebook che assicurano agli utenti un’informazione costante e rendono sempre più appetitosi per gli investitori, gli spazi che il social network dedica all’advertising.

Yahoo!, adesso, ha deciso di far valere i suoi diritti. In tempi di crisi è facile che ci si concentri sul far cassa ovunque. L’accusa è quella che Facebook stia usando impropriamente dei brevetti di Yahoo! e che dovrebbe chiedere, pagare e ottenere una licenza che ora non ha.

Da Facebook, prossima alla quotazione in borsa, non è arrivata alcuna smentita per il momento ma solo una critica alle modalità di notifica: Yahoo! ha comunicato a Zuckerberg la violazione dei brevetti nello stesso momento in cui ha dato la notizia in pasto alla stampa.

Così non è stato possibile fare una valutazione completa. Al momento si discuterà di un accordo tra le parti prima di arrivare davanti al giudice.