Non ha ancora aggiornato il suo profilo su LinkedIn, però Henrique De Castro – che prima lavorava in Google e fu fortemente voluto da Marissa Mayer – è stato licenziato da Yahoo!. Preparati, perché farò un altro discorso contro il CEO (Chief Executive Officer) della multinazionale: non sono affatto misogino, ma lei ce la mette proprio tutta per mettersi in cattiva luce. Ha assunto De Castro, l’ha pagato milioni di dollari… e nel giro di due anni l’ha “silurato”. È un’immagine abbastanza evidente della sua gestione fallimentare.

Non me ne voglia, ma del futuro di De Castro non m’importa nulla. È della Mayer che intendo scrivere: possibile che qualcuno le dia ancora un credito? Da quando è stata messa alla guida dell’azienda, Yahoo! è diventata l’emblema della cosiddetta economia di carta. Ha assunto delle blogstar, acquisito delle startup e investito un miliardo e qualcosa in Tumblr — che non ha mai guadagnato un dollaro. Cos’ha ottenuto? Soltanto un’altalena del titolo in borsa, senza produrre dei servizi efficienti oppure colmare il debito societario.

Se questa è la donna più potente del mondo, preferisco un uomo. Può sembrare un atteggiamento maschilista – e, forse, lo è – ma la Mayer non ha giustificazioni: non contenta, recentemente ha rischiato di favorire una botnet. Yahoo! è davvero in crisi e, con lei come CEO, dubito che riuscirà mai a risollevarsi. Se dovessi scrivere un libro su come portare una società di successo al fallimento, scriverei la sua biografia. Ah, non potrei mandarle il dattiloscritto via e-mail… perché il servizio di Yahoo! non funziona più a dovere.

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