Yahoo! Directory, fra i primi motori di ricerca sul web, chiude: quasi 20 anni fa ha dato il via al successo dell’azienda, ma cesserà d’esistere a partire dal 31 dicembre 2014. Nato come un elenco di siti, suddivisi in categorie, ha fatto la storia di internet e la fortuna di Jerry Yang (che ne ha scritto il codice) e David Filo. Sconfitto da Google – che ha appena festeggiato i 16 anni – il portale non è accessibile dall’Italia… e a breve sarà cancellato. Un simbolo della strategia adottata dalla nuova Yahoo! di Marissa Mayer.

Oggi un indice simile a Directory non ha più molto senso, nonostante sia stato un esempio pionieristico di crowdsourcing, e continuare a mantenerlo sarebbe inutilmente costoso: la ricerca delle informazioni è lenta, mentre una app come Yahoo News Digest [vedi gallery] fornisce un riscontro immediato. Purtroppo, non è l’unico servizio di Yahoo! in via d’eliminazione perché già dal 30 settembre sparirà Yahoo Education e dal 1 novembre li seguirà pure Qwiki — una soluzione per creare video interattivi acquisita nel luglio del 2013.

Rispetto a Directory ed Education, Qwiki aveva ancora da esprimere tutto il proprio potenziale ed è ufficiale che l’azienda continui a sfruttare la tecnologia realizzata dalla startup per i propri scopi. Scopi che includono una nuova piattaforma pubblicitaria, per sostenere la pubblicazione di notizie d’attualità – sopratutto legate allo sport e al mondo dello spettacolo – che ad oggi costituiscono il business primario della società guidata dalla Mayer. La domanda da porsi, arrivati a questo punto, è che cosa ne sarà di Tumblr.

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