Raddoppiare i propri utili in tempo di crisi è già di per sé strabiliante. Se poi raddoppi il fatturato di un anno in sei soli mesi, allora significa che hai fatto boom. E ancora, se lo fai in settore in cui giganti come Nokia o BlackBerry sono finiti al tappeto e cercano a fatica di riprendersi, significa che hai grandi potenzialità. Xiaomi si è fatta conoscere in tutto il mondo grazie alla propria versione di Android, apparsa all’inizio come un clone di iOS, capace di rendere Android affascinante e semplice com il sistema operativo di Cupertino. Piano piano però MIUI (nel link un nostro recente test) si è andata affermando come una delle migliori custom rom in circolazione e sono nati gruppi di supporter un po’ ovunque.

Il primo dispositivi di Xiaomi, una startup fondata nel 2010 da Lei Jun, fu sold out in poche ore. Si trattava di un rivale dell’iPhone in quanto a prestazioni, design e sistema operativo. MIUI infatti, fondandosi sulla collaborazione di sviluppatori di tutto il mondo, è divenuto presto un ottimo firmware per dispositivi mobili. Gli XIAOMI phone sono basati su prodotti di altissima qualità a basso costo. Per il successo della compagnia è ritenuta fondamentale la catena di produzione cortissima.

Nei primi sei mesi del 2013 Xiaomi ha più che raddoppiato il fatturato dell’intero 2012, superando i 2,16 miliardi di dollari, come riporta un comunicato stampa diffuso oggi in rete. Oggi conta oltre 20 milioni di utenti in giro per il mondo, di cui però oltre 14 milioni si trovano in Cina. Il prossimo mercato che la startup asiatica vuole aggredire è quello europeo e sono piuttosto convinto che troverà terreno fertile.

I prodotti di punta di Xiaomi sono al momento due: lo Xiaomi Phone 2 e lo Xiaomi box. Praticamente, l’iPhone 5 e la Apple TV di Jun. Il quale anziché crogiolarsi sugli allori avverte i suoi: Dimenticatevi dei risultati, non sono la cosa più importante, solo realizzare prodotti che faranno gridare “wow” alle persone crea valore nel lungo termine. E se vi ricorda qualcuno, sì anche a me ricorda quello. Suppongo di dover includere Jun nella mia lista dei possibili successori del buon Steve.