Microsoft ha annunciato un’offerta, dedicata ai programmatori, destinata ad aumentare lo sviluppo su Xbox One: i videogiochi avranno la possibilità d’accedere gratuitamente alle risorse dei data center della multinazionale, cosicché il multiplayer non diventi troppo oneroso. In pratica, chiunque pubblicasse un gioco potrebbe ottenere un server dedicato su Xbox LIVE Compute perché questo sia eseguibile in remoto — senza sovraccaricare l’hardware della nuova console. Un’idea che darebbe del filo da torcere a Sony e PlayStation 4.

Avevo già avuto modo d’esprimere delle perplessità sul futuro del cloud gaming, proprio perché investire sui server virtuali comporta dei costi molto elevati: però, se è Microsoft a sostenere le spese… per gli sviluppatori l’onere è limitato. Le risorse di Redmond non sono paragonabili a quelle delle startup, quindi i programmatori indipendenti sono avvantaggiati. Molti più titoli potranno beneficiare del cloud computing per offrire un’esperienza-utente all’avanguardia, senza comportare esborsi esorbitanti per i loro produttori.

È difficile comprendere quanto costi il cloud computing per chi non lavorasse a una startup: figuriamoci eseguire delle applicazioni “native” come i videogiochi! La decisione di Microsoft, che può permetterselo, è strategica — perché attira nuovi sviluppatori per Xbox One. Le differenze tecniche della console con PlayStation 4 sono minimali e, come avviene per le app sui sistemi operativi, sono i giochi a determinare il successo del prodotto. Se i programmatori risponderanno all’appello, Xbox One potrebbe colmare parte del gap.