Ieri è stata rivelata la nuova Xbox One e non è stato un evento impeccabile, secondo me, ma ha dato più informazioni di quello organizzato da Sony per PlayStation 4. Non tutte sono entusiasmanti, a partire dal sistema operativo: dovrei utilizzare il plurale, perché la console ne installa addirittura tre che sono avviati simultaneamente. Le specifiche tecniche sono sufficienti a eseguirli, però non trovo che la scelta sia davvero producente. Anzi, ripropone il “solito” problema di Microsoft… sul fastidioso dualismo di Windows 8.

Affinché possa supportare la maggioranza delle applicazioni di Windows Store, infatti, Xbox One installa Windows 8 e Windows RT. L’esecuzione dei videogiochi è deputata a Xbox OS, un sistema operativo basato sui precedenti: non sappiamo quali siano gli equilibri fra i tre, ma la console adotta l’infrastruttura per la virtualizzazione di Hyper-V. Un aspetto, questo, che m’ha lasciato alquanto perplesso sul progetto di Microsoft. Perché non affidarsi soltanto a una piattaforma? Magari, eseguita da remoto come fosse un thin client.

Tre sistemi operativi, quand’anche in parte virtualizzati, sono troppi. Windows RT non sarebbe stato sufficiente, poiché non prevede Hyper-V: Windows 8, però, ha in sé tutte le caratteristiche necessarie ad avviare le app in HTML5 e JavaScript. Perché installarli entrambi? Xbox OS, infine, è una specie di somma dei precedenti. Mi domando quanti problemi subentreranno con gli aggiornamenti per Xbox One. Come saranno gestiti gli update della piattaforma? Costringeranno a riavviare più volte la console? Sarebbe piuttosto ridicolo.