Gli occhi sono puntati su Moscone Center, il luogo che tradizionalmente ospita la World Wide Developer Conference (WWDC) di Apple: l’evento inizierà soltanto questa sera, ma gli striscioni appesi nelle sale lasciano già presagire quali saranno gli argomenti trattati nel keynote d’apertura. E, piaccia o meno, non dovrebbero essere presentati dei nuovi dispositivi mobili. È probabile che arrivi un aggiornamento dei MacBook, però non compariranno iPhone 5S o iWatch. Dovrebbe essere simile a I/O 2013, dovendo azzardare un paragone.

Molti potrebbero restare delusi, perché le aspettative degli utenti di Apple sono soprattutto sui prodotti che hanno decretato la “rinascita” dell’azienda: non ricordo una grande attesa per il WWDC, fino alla presentazione di iPhone. La prima edizione risale addirittura al 1983. Quella del 2013 dovrebbe tornare alle origini, proponendo una serie di novità orientate agli sviluppatori, com’è stato per Google con I/O. La WWDC non è un evento dedicato ai consumatori e Tim Cook dovrebbe riportare il focus sugli strumenti di sviluppo.

Cosa dovremmo aspettarci, quindi? È dato per scontato l’annuncio di iOS 7, del quale potete visualizzare subito un mockup, e potrebbe arrivare Mac OS X 10.9. Spesso abbiamo accennato al nuovo design “flat” o minimalista di Jonathan Ive: fra qualche ora potremo capire se avrà davvero successo. Per evitare la delusione dei consumatori con I/O, secondo me, Apple dovrebbe presentare un rinnovamento del sistema operativo sul desktop sull’esempio di Windows 8 che ha avvicinato gli utenti all’interfaccia inaugurata su Windows Phone 8.

Silvio Gulizia ha citato le indiscrezioni che vorrebbero un restyling minimalista di Mac OS X e, personalmente, ritengo che potrebbe essere una nuova «big thing» per Apple. Non avrebbe lo stesso impatto emotivo di iPhone 5S o iPhone Mini, però darebbe ragione a Microsoft con l’unificazione dei sistemi operativi su desktop e mobile, uniformando l’esperienza degli utenti. Le affinità – a livello di codice – sono evidenti: iOS e Mac OS X condividono da sempre gli stessi linguaggi. Serve un altro dispositivo? Non credo, al momento.

La seconda novità dell’evento dovrebbe essere iRadio, un nuovo servizio di streaming in abbonamento per iTunes: è un’ulteriore elemento comune a I/O, durante il quale Google ha presentato l’equivalente su Music. Non sarebbe una “rivoluzione”, ma è un prodotto che gli utenti aspettano da tempo. È un po’ la sintesi della gestione di Cook, che non ha lo stesso appeal di Steve Jobs, però lavora con assiduità per migliorare i servizi offerti da Apple. Pochi sono d’accordo col sottoscritto, che lo preferisce all’illustre predecessore.

Cook ha raccolto un’eredità insostenibile: nessuno può sostituire Jobs. Era un grande comunicatore, capace d’esaltare la platea per l’introduzione del dragndrop nel primo aggiornamento di iOS. Chiunque altro sarebbe stato, giustamente, deriso. Cook non è un nerd come Steve Wozniak, ma riassume le doti d’entrambi. Non sarà mai idolatrato, però potrebbe riportare in auge un’azienda che ancora accusa la triste perdita del suo co-fondatore. WWDC 2013 dovrebbe somigliargli molto, a costo di deludere tutta la stampa internazionale.

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