Faccio coming out, prima di procedere con la notizia: sono stato fra i promotori del motore, pubblicando una re-interpretazione di Bang Bang (My Baby Shot Me Down), e ho ricevuto dei gadget dagli Stati Uniti per la mia “disastrosa” performance. Ciò non m’impedisce di giudicare Bing con obiettività, tant’è vero che io continuo a utilizzare soprattutto Google. Apple ha deciso d’impostarlo come predefinito e – secondo me – non ha sbagliato. Quella offerta da Microsoft è una soluzione eccellente, a patto di non risiedere in Italia.

Purtroppo, molte delle funzionalità di Bing sono limitate a Stati Uniti e Regno Unito: nel nostro Paese è una piattaforma “castrata”, che sconsiglierei. Perché, allora, Apple ne ha integrato la ricerca in Siri? Semplice, la maggioranza degli utenti di iOS utilizza Windows sul proprio desktop. Volenti o nolenti, l’ultima versione del sistema operativo s’appoggia a Bing e Google costituisce il «nemico pubblico» di Cupertino. Tim Cook, ancora una volta, ha dimostrato molta razionalità nel boicottaggio sistematico della concorrenza.

Google sviluppa prevalentemente su iOS, perché quello statunitense è un mercato dove iPad e iPhone sono accessibili e diffusi. Apple, però, ha bisogno di Microsoft. La distribuzione di Mac e MacBook è “cresciuta”, ma i clienti continuano a utilizzare Windows e sarebbe sciocco ignorarlo. Bing indicizza più infezioni di Google: tuttavia, iOS è immune a quei malware, perché i sistemi operativi sono incompatibili a livello binario. Mountain View dovrebbe continuare a privilegiarlo? No, per quanto mi riguarda. È soltanto un autogol.

Photo Credit: Andries Seutens via Photo Pin (CC)