Finalmente, Microsoft ha deciso d’optare per una soluzione che attendevo da tempo: unificare i profili degli sviluppatori che pubblicano applicazioni su Windows 8.1 e Windows Phone 8. Non chiedetemi perché non l’abbia previsto subito, dal momento che servivano due sottoscrizioni diverse da $99, ma oggi uno dei maggiori ostacoli alla disponibilità delle app sui sistemi operativi è stato rimosso. Peraltro, l’accesso a Windows Store è ribassato a $19 annui — senza applicare dei sovrapprezzi per il debug, a quanto ho potuto capire.

Settimane fa descrivevo il Calvario degli sviluppatori indipendenti che intendessero installare le applicazioni sui propri dispositivi con Windows Phone 7 od 8: Microsoft imponeva un numero limitato di tentativi – tre, per la precisione – coi device autorizzati attraverso il proprio account, dopodiché bisognava pagare la quota aggiuntiva. Un procedimento lungo e costoso, dovendo testare una app che ancora non è stata pubblicata su Windows Store. Tutto ciò non dovrebbe più accadere e l’accesso al marketplace è tra i meno onerosi.

È sempre valida la gratuità per gli studenti iscritti al programma di DreamSpark, ma considerando i programmatori paganti Microsoft propone un’offerta più conveniente di Google che per Android chiede $25 annui. Basterà ad attrarre gli sviluppatori? Ne dubito, perché i problemi dell’ecosistema sono altri e – a differenza di Android Studio – lo Integrated Development Environment (IDE) necessario per realizzare delle applicazioni compatibili con Windows 8.1 e Windows Phone 8 è a pagamento. È comunque un inizio, in estremo ritardo.

M’aspettavo che Windows Blue – ovvero, la versione 8.1 del sistema operativo – avrebbe avviato il processo d’unificazione con Windows Phone 8 e, invece, sono rimasto deluso: Microsoft dovrebbe realizzarla soltanto nel 2015, dopo un secondo Feature Pack nel 2014 per entrambe le piattaforme. Apple e Google non hanno già previsto altrettanto con iOS e Mac OS X o Android e Chrome OS, ma in questo settore è soprattutto l’innovazione a contare. Anni d’attesa potrebbero essere troppi, se la disaffezione degli utenti dovesse aumentare.

Le questioni che Microsoft dovrebbe affrontare, secondo me, sono due: l’unificazione dello stesso profilo con Xbox LIVE – utile per chi sviluppasse dei videogiochi – e il “caso” di Windows 8.1 RT. Quest’ultima è una variante del sistema operativo che non ha ragione d’esistere, perché i tablet potrebbero tranquillamente installare Windows Phone 8 e gli All-In-One continuano a sfruttare i programmi concepiti per l’interfaccia di Windows 7. La sfida è abbandonarli a favore delle app, con tutte le differenze in termini di requisiti.

Perché non insorgano dei dubbi, preciso che a essere stati unificati sono i profili degli sviluppatori e non quelli degli utenti: Windows Store prevede ancora due versioni diverse per installare le app su Windows 8.1 o Windows Phone 8. Un ulteriore vantaggio dell’aggiornamento riguarda, però, le soluzioni integrate che Microsoft mette a disposizione dei programmatori per convertire le applicazioni sviluppate per un sistema operativo — affinché siano compatibili con l’altro. Costruite le basi, bisognerà attendere un paio d’anni.