Microsoft ha deciso di proporre un’applicazione gratuita per accedere al Remote Desktop Protocol (RDP) di Windows da iOS e Android. Il protocollo – che prevedeva già un programma dedicato a Mac OS X ed è accessibile dai sistemi operativi UNIX-like, come Linux – permette d’utilizzare i servizi per l’assistenza remota e la condivisione dello schermo. Uno strumento molto utile alle imprese e ai professionisti, che potrebbe risolvere il problema di Office su iPad: è un placebo, ma ammette la modifica e il salvataggio dei documenti.

Il ricorso al Desktop Remoto – che, normalmente, è pressoché sconosciuto agli utenti finali – ha riscontrato un certo successo tra i possessori di tablet con Windows RT: è l’unica soluzione per eseguire i programmi distribuiti su Windows 8 che non fossero sul Windows Store. Se qualcuno volesse avviare Photoshop dal Surface, ad esempio, potrebbe riuscirci connettendosi a un computer acceso sul quale è installata la Creative Suite di Adobe. Lo stesso meccanismo è applicabile a Microsoft Office, come a qualunque altra applicazione.

Rispetto alla virtualizzazione, che non è stata concepita per provare i sistemi operativi, il Desktop Remoto permette d’ottenere le stesse prestazioni del computer al quale la app è connessa: non è il tablet o lo smartphone, ma il PC a eseguire i programmi. Il «collo di bottiglia» è nella banda della connessione a internet… perché il device visualizza ciò che materialmente avviene sull’elaboratore dell’ufficio o sulla scrivania. Esistevano già delle app per iOS e Android basate su questo protocollo, però non erano di Microsoft.