Ieri, Microsoft ha annunciato la disponibilità di AppStudio — talvolta definito App Studio, staccato: uno strumento, simile ad App Inventor del MIT, per realizzare nuove applicazioni dedicate a Windows Phone. Non è necessario conoscere un linguaggio di programmazione, perché la piattaforma (accessibile dal browser) guida lo sviluppatore in ogni passaggio. Esistono dei modelli pre-configurati dai quali iniziare, ma è sempre possibile generare una app dal principio. Essendo soltanto una beta, ha diversi problemi di funzionamento.

Personalmente, non adoro questo genere d’infrastrutture perché sostengono un concetto sbagliato: le applicazioni realizzabili con AppStudio, in fondo, sono tutte uguali. Cambiano il logo aziendale e il posizionamento degli elementi, ma non avrebbe senso proporre ai consumatori una app identica a quella della concorrenza. Detto ciò, devo dare atto a Microsoft che AppStudio ha un’interfaccia migliore delle altre piattaforme che ho provato finora. Adesso che Microsoft ha unificato le divisioni aziendali, servirebbe pure su Windows.

È chiaro a tutti che il problema di Windows Phone sia legato proprio alle applicazioni, installabili sui dispositivi: per fortuna, il supporto garantito da Instagram a 6tagram ha colmato uno dei gap più evidenti con iOS e Android. AppStudio permetterà a Microsoft d’eguagliare i concorrenti? Dubito, perché – per quanto possano essere gradevoli le app realizzabili – stiamo parlando di prodotti elementari, serializzati e dedicati a piccole e medie imprese. Le difficoltà sono tante e AppStudio non funziona a dovere, ma è un inizio.