La guerra fra le chat non è iniziata con Facebook Messenger che ha acquisito WhatsApp, ma nel 1998 tra Windows Live Messenger e AIM: il programma per la messaggistica istantanea di AOL. A svelarlo è stato David Auerbach, che all’epoca aveva vent’anni e lavorava a Redmond allo sviluppo del servizio chiamato MSN Messenger Service. Microsoft aveva il problema d’attrarre i consumatori in un settore dove la concorrenza era soltanto fra AIM e ICQ, due programmi che non dialogavano tra loro, ma avevano già milioni d’utenti nel mondo.

È passato un anno da quando Microsoft ha chiuso Windows Live Messenger e il successo del programma è stato merito del declino dei principali contendenti: perché MSN Messenger Service – che Auerbach sintetizzò come Messenger – ha avuto una tale espansione e perché così velocemente? Il segreto è nel reverse engineering di AIM che AOL ha tentato più volte di bloccare. In pratica, i nuovi utenti del servizio potevano comunicare coi contatti che usavano la chat della concorrenza. La maggioranza degli Statunitensi nel 1998 usava AIM.

Oggi la soluzione per le telecomunicazioni di Microsoft è Skype (vedi gallery), che l’azienda s’è limitata ad acquisire come ha fatto Zuckerberg con WhatsApp. Tuttavia, l’ingresso di Redmond nel settore è stato quasi un “furto”: AOL non prevedeva che terze parti usassero il protocollo di AIM nei propri programmi, quindi i server sui quali passavano i messaggi di Windows Live Messenger erano usati a sua insaputa — finché il trucco non è stato scoperto. AIM esiste tuttora, ma la chiusura di MSN Messenger non è stata un fallimento.

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