Windows Blue è la novità di cui parlano, da una settimana a questa parte, tutte le principali testate statunitensi. Sarebbe una nuova modalità d’aggiornamento di Windows 8 che Microsoft dovrebbe proporre a partire dalla seconda metà del 2013. Basta coi Service Pack, Windows Blue proporrebbe quello che è stato definito come un Feature Pack: una raccolta di aggiornamenti che non dovrebbero soltanto risolvere i bug del sistema operativo, ma introdurrebbero delle funzionalità aggiuntive e alcune modifiche per l’interfaccia grafica.

Il condizionale è d’obbligo perché Microsoft rifiuta di commentare le indiscrezioni trasmesse alla stampa da un anonimo impiegato della multinazionale e Windows Blue, se esistesse davvero, potrebbe chiamarsi diversamente. Non mancano delle contraddizioni: Windows 8 è stato rilasciato il 26 ottobre e gli aggiornamenti di Windows Blue dovrebbero avere una frequenza annuale, però sarebbero già disponibili a primavera inoltrata. È impossibile determinare se la novità comporti uno “slittamento” di Windows 9 o addirittura lo cancelli.

Microsoft avrebbe concepito Windows Blue per adeguarsi alla frequenza d’aggiornamento di Mac OS X e Chrome OS: due o tre anni prima d’un Service Pack o una nuova versione del sistema operativo sarebbero troppi, dovendosi confrontare con un mercato più competitivo. Tuttavia, Windows 8 ha appena cambiato il meccanismo di sviluppo delle applicazioni e Windows Blue obbligherebbe nuovamente i programmatori a ripartire dal principio poiché le Application Programming Interface (API) sarebbero differenti. Farebbe una scelta imprudente.

Possiamo formulare delle ipotesi, ma l’effettiva esistenza del progetto e le caratteristiche di Windows Blue sono tutte da confermare. Supponendo che le indiscrezioni siano credibili, Microsoft farebbe un passo indietro rispetto a Windows 8: Lorenzo Barbieri aveva sottolineato al Codemotion una retro-compatibilità delle applicazioni con Windows 7 che Windows Blue non dovrebbe più garantire. Ipoteticamente, potrebbe persino rimuovere il desktop per costringere gli utenti a utilizzare la nuova interfaccia grafica e Windows Store.

Il vantaggio sarebbe nel prezzo, in quanto Microsoft distribuirebbe Windows Blue a un costo molto ridotto o gratuitamente. Motivo in più per effettuare subito l’aggiornamento del sistema operativo a Windows 8 perché sarebbe richiesta una regolare licenza. È scontato il paragone con OS X di Apple, che dal 2011 per Lion ha iniziato a pubblicare degli aggiornamenti annuali: Microsoft dovrebbe arrivare a cancellare i numeri di versione trasformando Windows 7, 8, ecc. in Windows Blue. La differenza tra le versioni è nel Feature Pack.

Perché Microsoft vorrebbe cambiare quasi radicalmente gli aggiornamenti d’un sistema operativo che è appena stato rilasciato? La risposta, com’è prevedibile, è economica: l’uscita di Windows 8 non ha aumentato i profitti, bensì ridotto del 21% la vendita dei nuovi dispositivi rispetto allo stesso periodo del 2011. Surface con Windows RT non rispetta le previsioni della multinazionale, quello con Windows 8 Pro è sul mercato da pochi giorni a un prezzo piuttosto elevato e perciò qualcosa dev’essere per forza modificato in corsa.

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