Microsoft ha appena riorganizzato i ruoli aziendali, orientandosi soprattutto alla creazione di device, e i cambiamenti coinvolgeranno direttamente i partner. Windows 8.1 imporrà dei nuovi requisiti ai produttori: alcuni sono mandatori, altri riguardano l’introduzione delle funzionalità che erano assenti da Windows 8 e RT. Il risultato è un sistema operativo più “chiuso” e dipendente dalla multinazionale, sulla falsariga di Apple, che detta delle rigorose linee-guida agli Original Equipment Manufacturer (OEM) su x86, x64 e ARM.

Se sono stati abbassati i prezzi di Surface RT, è perché Microsoft – non prima del 2014 – dovrebbe aggiornarne la gamma: i nuovi requisiti permettono d’azzardare delle ipotesi circa le future funzionalità dei device. Sarà introdotta l’autenticazione con le impronte digitali, ad esempio, e Precision Touchpad che costituisce la prossima frontiera dei trackpad. Sembrano un po’ meno interessanti le imposizioni sui protocolli di comunicazione come NFC e WLAN, sull’interfaccia I²C oppure per la riproduzione dei contenuti multimediali.

Parlando della maggiore “chiusura” del sistema operativo, non mi riferisco alle differenze fra open source e closed-source. Microsoft imporrà ai produttori il ricorso a driver certificati da Windows Display Driver Model (WWDM) 1.3 sui processori grafici, impedendo il montaggio di chipset che non rispettino determinate specifiche. E dal 2015 sarà obbligatorio il supporto a Trusted Platform Module (TPM) 2.0 sulle unità centrali per la crittografia della computazione. Sarà uno stop definitivo al dual-boot delle macchine con Linux?

Photo Credit: Mac Morrison via Compfight (CC)