Una fra le caratteristiche più interessanti di Windows 8.1, che ancora non possiamo provare in italiano, riguarda SkyDrive: il cloud storage che Microsoft ha integrato profondamente nel sistema operativo. Nello specifico, saranno introdotti i placeholder che sono dei “segnaposto” per visualizzare in locale il contenuto delle cartelle remote. Sono delle directory normalissime – mostrate come quelle di Explorer – ma non scaricano subito tutto il proprio contenuto sul desktop e permettono di risparmiare lo spazio sul disco rigido.

Già con Windows 8 abbiamo la possibilità di salvare i documenti su SkyDrive, modificandoli da remoto. Il prossimo aggiornamento consentirà di risparmiare interi gigabyte: Mona Akmal, presentando la caratteristica, ha dimostrato com’è possibile mantenere appena 185Mb d’anteprime su oltre 5Gb di fotografie. Le miniature delle immagini appaiono in Explorer come quelle memorizzate in locale, però le foto non sono salvate sul disco — finché non devono essere utilizzate e lo stesso principio può essere esteso a qualunque tipo di file.

Ovviamente, tutti i documenti memorizzati su SkyDrive sono accessibili a qualunque dispositivo connesso a internet – come tablet o smartphone – e beneficiano delle funzionalità d’anteprima offline. Microsoft deve migliorare la ricerca tra i file, ma la qualità del cloud storage potrebbe arrivare a rendere obsoleto il disco rigido: non è necessario, a differenza di BitTorrent Sync, mantenere la copia locale dei documenti. Acquisteremo altri hard disk da 1Tb e più oppure passeremo in pianta stabile a servizi remoti come SkyDrive?