“In questo momento stiamo rilasciando Windows 10 e, visto che Windows 10 è l’ultima versione di Windows, stiamo ancora lavorando a Windows 10″. Sono queste le parole di Jerry Nixon, sviluppatore di Microsoft, espresse durante la conferenza Ignite. Una frase particolarmente soggetta a malintesi e interpretazioni sbagliate.

In realtà, infatti, non è il futuro di Windows a essere in bilico, ma il modo in cui il sistema verrà concepito nei prossimi anni. Non si tratterà più di un semplice software, ma di un vero e proprio servizio, come dichiarato dalla stessa Microsoft ai microfoni di The Verge: “I recenti commenti su Windows 10 durante la conferenza Ignite riflettono il fatto che Windows sarà distribuito come un servizio, portando innovazioni e aggiornamenti in maniera continuativa, con valore continuo per i nostri clienti consumer e business. In questo momento – prosegue il portavoce di Microsoft - non stiamo parlando del futuro del brand, ma i clienti possono essere sicuri che Windows 10 rimarrà aggiornato e girerà su una varietà di dispositivi, da PC, smartphone, Surface Hub, HoloLens e Xbox. Confidiamo in un lungo futuro di innovazioni per Windows”.

In parole povere, Windows 10 non riceverà grandi aggiornamenti ad ampio spettro (es. service pack) a distanza di anni o mesi fra loro, ma molti piccoli aggiornamenti continuativi e specifici. Gli update del sistema operativo saranno infatti divisi sulle varie parti del software, e questi potranno essere installati in maniera indipendente fra loro, come ad esempio il menu start o le applicazioni integrate.

Ciò non significa che in futuro Microsoft non rilascerà un Windows 11 o Windows 12. Con questo nuovo concetto di “servizio”, Windows vuol far capire ai suoi utenti che – attraverso una serie di aggiornamenti regolari e mirati – non dovranno più preoccuparsi di quale versione del sistema hanno installato ma semplicemente che hanno un sistema Windows .