L’Antitrust ferma la rimodulazione di Wind che puntava a rendere “Maxi” tutti i profili tariffari All Inclusive. Come noto ai clienti dell’operatore arancione, Wind aveva informato che a partire dal 29 aprile i piani All Inclusive sarebbero diventati “maxi”, cioè gli utenti avrebbero potuto disporre di 1 GB di internet in più ma a fronte di un pagamento di 1,5 euro aggiuntivo al costo originale del piano. Trattasi di una rimodulazione unilaterale che non solo non era piaciuta agli utenti ma soprattutto era apparsa particolarmente sgradita alle associazione dei consumatori ed in particolare all’ADUC che aveva deciso di denunciare Wind all’Antitrust.

Denuncia che ha avuto esito positivo perchè l’Antitrust è intervenuto in favore dei consumatori sulla falsa riga di quanto fatto per TIM e per Vodafone che avevano tentato entrambi la stessa mossa di Wind e cioè di imporre alcuni servizi extra a fronte di un aumento di costi. L’Antitrust ha, dunque, stoppato la rimodulazione di Wind che adesso avrà 7 giorni per fermarla. In caso contrario l’operatore rischia sanzioni molto pesanti.

Di seguito la decisione integrale dell’Antitrust:

In base alle informazioni acquisite e alle segnalazioni ricevute dai consumatori, e in particolare dall’Aduc, l’Antitrust ha disposto la sospensione provvisoria del servizio telefonico opzionale “All Inclusive Maxi” di Wind Telecomunicazioni e il relativo addebito a tutti i clienti che non hanno manifestato “un consenso espresso all’attivazione”. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Wind vincolerebbe i clienti a una nuova offerta che comporta un pagamento supplementare rispetto alla remunerazione concordata nel contratto principale, senza averne richiesto “preventivamente” il consenso e obbligandoli ad attivarsi per rinunciare a questo servizio. L’Agcm ha tenuto conto anche dell’elevato grado di offensività della condotta, in ragione del numero di utenti coinvolti (oltre un milione).

La società Wind dovrà comunicare entro sette giorni all’Antitrust l’esecuzione del provvedimento, inviando una dettagliata relazione per illustrare le misure adottate. In caso di inottemperanza, l’Autorità potrà applicare una sanzione pecuniaria da 10.000 euro a 5 milioni.

Per i consumatori, dunque, trattasi di un’importante vittoria contro un modus operandi degli operatori di telefonia mobile che da qualche tempo stanno cercando di introdurre alcuni balzelli aggiuntivi mascherati da arricchimento delle offerte.