Chiunque utilizzasse un computer già dalla fine degli anni ’90 ha installato – almeno, per una volta – Winamp: un programma considerato “il” media player per Windows, prima che Microsoft lavorasse sulle funzionalità di quello integrato al sistema operativo (che, in Europa, doveva essere installato separatamente). AOL, dopo quindici anni, ha optato per chiuderlo e dal 20 dicembre gli utenti non potranno scaricarne una nuova versione. È un pezzo di storia dell’informatica di consumo che se ne va, superato dai servizi più recenti.

Non è bastato realizzare una variante per Android e sperimentarne la sincronizzazione su Mac OS X: Winamp Pro, una versione a pagamento, ha subito chiuso i battenti e quella gratuita resterà disponibile per meno d’un mese. Se voleste celebrarlo, potreste approfittarne per scaricare immediatamente la 5.66 cui non farà mai seguito un aggiornamento. Alcuni hanno proposto una petizione, affinché AOL ne distribuisca i sorgenti, però non sono affatto convinto che un programma simile avrebbe ancora un mercato. Il presente è di Spotify.

Io sono stato un early adopter di Winamp e, grazie a SHOUTcast, avevo aperto una radio in streaming dal mio computer: retaggio della dimensione pionieristica che il web ha perduto. Ciò nonostante, non installo quel programma da anni… e non mi stupisce la scelta di AOL. Trasformare un prodotto così popolare che non ha saputo rinnovarsi è impossibile e, di conseguenza, chiuderlo sembra l’unica soluzione rimasta. Il supporto ai video anche a pagamento non ha convinto e in quella direzione sarei pronto a scommettere su Play Movies.