Ieri, AOL avrebbe dovuto chiudere per sempre Winamp – dopo quindici anni d’onorata carriera – ma la rimozione dai server è stata sospesa a tempo indeterminato, perché alcune società come Microsoft hanno proposto d’acquistarlo insieme a SHOUTcast. Ciò nonostante, Spotify ha pensato di celebrarne la scomparsa con Spotiamp: è una versione del proprio client su Windows, dedicata agli utenti dell’abbonamento Premium. L’interfaccia è identica a quella di Winamp e, se soltanto non fosse per il nome, sarebbe davvero facile confonderli.

L’iniziativa, complice la deadline di Winamp, ha avuto subito successo: Spotiamp include un’installazione di SHOUTcast che permette lo streaming delle playlist sui dispositivi compatibili — come Sonos o altri sistemi di riproduzione venduti anche in Italia. Non ultimo, il programma consente d’attivare i plugin per la visualizzazione che hanno reso popolare il client di AOL (Milkdrop, ad esempio). Un’esperienza che io definirei «vintage», considerando l’aspetto anni ’90 della app, che è distribuita pure in una versione portatile.

Nulla di paragonabile al nuovo design adottato dal programma per ascoltare le tracce proposte da Spotify sul desktop con Windows o Mac OS X che propone un layout all’avanguardia col caratteristico colore nero — già utilizzato da Flickr e ultimamente inserito anche da Foursquare su Android nella barra laterale. Winamp è il passato e Spotiamp lo celebra nella maniera migliore, adeguandolo alle attuali esigenze degli utenti. Dubito che Spotify ne distribuirà un aggiornamento, ma potrei sbagliarmi. La risposta è stata entusiastica.