Winamp, il celebre programma per ascoltare la musica in MP3 o streaming con Windows, non sarà ritirato: AOL – che lo mantiene da diversi anni – ha trovato un compratore. Radionomy, un aggregatore belga di radio online, l’ha acquistato insieme a shoutCAST per diffondere le oltre 6.000 emittenti che gestisce. Una notizia pubblicata da TechCrunch (sempre finanziata da AOL) che farà piacere ai nostalgici, ma non cambierà il destino di Winamp. Oggi, infatti, è impossibile un ritorno ai fasti del passato a prescindere dalla audience.

L’ho già scritto e ribadito quando Spotify ha lanciato Spotiamp, una versione derivata da Winamp che ne celebrava la chiusura: questo genere di programmi non ha più senso. È possibile che le radio online abbiano ancora una qualche attrattiva, in Europa, nonostante i podcast siano ormai un fenomeno relativamente circoscritto. Secondo me, il futuro del medium è un altro — anche se non saprei indicare quale. A guadagnarci è stata soltanto AOL che s’è sbarazzata di Winamp e shoutCAST, mentre gli utenti approderanno ad altri servizi.

Spotify – come tutti i vari servizi di streaming musicale in abbonamento – ha raccolto l’eredità di Winamp e costretto alla chiusura le piattaforme per scoprire nuove tracce da ascoltare. Un presupposto che non può essere ignorato, investendo nel settore: che Winamp continui a esistere o meno, non ha più un mercato. Il lavoro che Radionomy dovrebbe fare sul programma, perché abbia tuttora un’utilità, sarebbe immane. L’interfaccia andrebbe riscritta e le app per iOS, Android o Windows Phone sviluppate dal principio o riadattate.

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