I programmatori italiani sono in grande spolvero in questo periodo, un po’ per il lancio di Volumnia, già considerato l’anti-Google, un po’ per lo sviluppo di una piattaforma simile a Wikileaks. Vi ricordate Wikileaks? Un deposito di documenti segreti, il cui disvelamento da parte di Assange ha messo in difficoltà governi e politici. Adesso sembra che un gruppo di italiani abbia messo a punto un sistema di archiviazione ancora più solido.

In pratica esperti di tlc, privacy e sicurezza, si sono riuniti per progettare un sistema open source che consente l’invio e l’archiviazione dei documenti in rete proteggendo i realizzatori degli scoop. In pratica senza che terze parti possano venirne a conoscenza, il mittente invia documenti scottanti alla piattaforma.

Si tratta solo di proteggere le fonti? Anche. A spiegare il funzionamento del sistema è una relazione della Commissione Anticorruzione presentata al Ministro della Funzione Pubblica Griffi. In pratica tutti possono denunciare delle situazioni di corruzione rimanendo nell’anonimato.

Il nome del progetto è GlobaLeaks e sembra ci si possa fidare. Il tool è completamente open source e consente di inviare e archiviare documenti con un semplice doppio click. Il mittente resta sempre anonimo. L’obiettivo è sempre lo stesso: rendere trasparenti alcuni dati ma fare in modo che chi denuncia sia tutelato.