Wikidata è un progetto che, avviato un anno fa dai contributori tedeschi de l’«enciclopedia libera», rivoluziona l’accesso alle informazioni su Wikipedia: in marzo è iniziato un ampliamento a tutte le edizioni tradotte del glossario e, recentemente, l’iniziativa è diventata la base open source ufficiale per i dati strutturati raccolti dalla fondazione. Insomma… Wikimedia permette a utenti e sviluppatori d’accedere alle statistiche che sono riportate sulle pagine, sotto forma di open data rilasciati con licenza Creative Commons.

Mi rendo conto che, in questi termini, capire cosa sia cambiato e perché sia tanto importante non è semplice. Ricorro a un esempio: supponiamo che dobbiate analizzare il cambiamento demografico di un’area, riferita a una voce su Wikipedia. Grazie a Wikidata, potete avere il censimento della popolazione negli anni. Una Application Programming Interface (API) può restituire il numero degli abitanti della zona nel tempo, consentendo di generare un grafico della variazione. Potreste anche confrontare i dati di aree diverse fra loro.

Volendo semplificare ulteriormente il concetto, con Wikidata tutte le informazioni di Wikipedia diventano dati strutturati da consultare utilizzando l’interfaccia web oppure con applicazioni dedicate. La cronologia delle modifiche al glossario costituisce il database dal quale estrarre le informazioni desiderate: un supporto essenziale al data journalism, come alle ricerche studentesche o accademiche. È quanto, secondo me, dovrebbe predisporre la pubblica amministrazione. Alcune istituzioni hanno già avviato simili esperimenti.