Giusto un mese fa stavamo gioendo di incredula euforia alla notizia che il Decreto del Fare aveva messo la liberalizzazione della rete senza fili nell’Agenda Digitale. Poi mi capita di passare per Oslo (venerdì scorso per essere precisi) e di fermarmi in un bar con la WiFi libera come la sogniamo qui: mi connetto al volo alla velocità di almeno venti megabit senza dover inserire il men che minimo dato; trovato con l’iPhone WiFi senza lucchetto, connesso e via senza passare neanche per l’autenticazione su form web.

Bene, dico tra me e me “Un bell’assaggio di come sarà presto anche in Italia“… e bam! È di ieri la notizia che con un emendamento al Decreto del Fare approvato ieri alla Commissione competente alla Camera, verrà smontata la prima versione della norma che, seppur incredibilmente assurda in certi passaggi del testo, dava la reale possibilità all’esercente minimamente smanettone di rendere pubblico un accesso WiFi alla maniera Norvegese che ho appena raccontato.

Uno dei punti cruciali della norma su cui si è scatenato l’emendamento era quello che io stesso avevo evidenziato essere un’inutile fatica completamente inefficace nell’individuazione di malintenzionati, ovvero il punto che obbligava l’esercente a tenere traccia dei Mac Address dei dispositivi che si sarebbero connessi in WiFi. “Fatica” perché costringeva gli esercenti a sapere configurare un router al fine di tenere traccia di tali indirizzo fisici (o a pagare qualcuno per farlo) e “inutile” perché qualunque malintenzionato con dieci secondi di Google è in grado di trovare il modo di falsificare il Mac Address del proprio dispositivo. C’era inoltre un vizio di illegittimità per quanto riguarda la privacy in quanto questi dati sarebbero spesso riconducibili all’utente che si è collegato a Internet.

E il nuovo emendamento cosa dice? Da un lato cerca di risolvere i problemi legati alla privacy, recitando “Il trattamento dei dati personali necessari per garantire la tracciabilità del collegamento di cui al comma 1 è effettuato senza consenso dell’interessato, previa informativa resa con le modalità semplificate di cui all’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e non comporta l’obbligo di notificazione del trattamento al Garante per la protezione dei dati personali“.

Secondariamente rafforza gli obblighi di tracciabilità dell’utente mettendo a dura prova la vera liberalizzazione. L’emendamento comincia dicendo che “quando non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio, l’offerta di accesso ad Internet al pubblico tramite tecnologia WiFi non richiede la identificazione personale degli utilizzatori“. Quest’ultimo passaggio c’era anche nel testo originario e ha poca rilevanza in quanto gli obblighi di identificazione sono decaduti con il decreto Pisanu.

Ma la novità arriva dopo: “Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento attraverso l’assegnazione temporanea di un indirizzo IP e il mantenimento di un registro informatico dell’associazione temporanea di tale indirizzo IP al Mac address del terminale utilizzato per l’accesso alla rete Internet“.

E insistono col Mac Address! Ma non han capito che non serve a niente tenere traccia del Mac Address?

Stefano Quintarelli, tra i pochi parlamentari col sale in zucca ed esperienza da vendere in fatto di telco, aveva proposto un suo emendamento molto più sensato il quale è stato snobbato in Commissione assieme ad altri emendamenti proposti da altri parlamentari esperti della Rete. L’emendamento approvato invece è frutto di una mediazione in Commissione e lo stesso dipartimento Comunicazioni è molto critico verso il risultato finale.

Adesso la palla è nelle mani dell’Aula ma bisognerà vedere se ci saranno i tempi per intervenire nel testo sul WiFi, che con molta probabilità finirà in un maxi-emendamento prima della conversione del Decreto del Fare in legge.

Staremo a vedere.

UPDATE! È proprio di questa mattina la notizia che l’emendamento di Stefano Quintarelli & co. (come si legge sul suo blog) sia stato accettato. Forse siamo di fronte ad una vera svolta!