Il WiFi è una realtà talmente comune nelle dinamiche di navigazione attuali che non ci si fa nemmeno più caso e invece il brevetto, assegnato ad un’azienda australiana, ha costretto un buon numero di aziende che si occupano di servizi informatici, a pagare. 

Osservando e raccontando la diatriba che da tempo oppone Apple e Samsung, siamo arrivati alla conclusione che l’evoluzione della tecnologia, spesso si fa anche nelle aule di tribunale dove i porporati sono chiamati a decidere sull’assegnazione di un certo brevetto.

Eccoci allora a parlare di una battaglia legale finalmente arrivata ad un epilogo. Stavolta però più che contrapposizione possiamo parlare d’intesa. I giudici statunitensi, dopo anni di studio hanno riconosciuto la paternità del brevetto chiave sul WiFi alla società australiana Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO).

Questa pace giudiziale comporta che 23 aziende che operano nel settore della tecnologia, per usare il brevetto della CSIRO dovranno pagare. Un’eventualità che si riprodurrà almeno fino al 2013, anno in cui la proprietà intellettuale del WiFi scadrà.

Tutta la discussione in aula è stata originata da un brevetto che negli anni Novanta è stato assegnato alla CSIRO che riguarda le reti WLAN (802.11a e 802.11g).

Un brevetto assegnato anche prima che le reti senza fili prendessero piede.