Quanto vale il vostro profilo Facebook? I vostri like, i gruppi a cui partecipate, il nome dei vostri amici e così via… Quanto valgono queste informazioni? Facebook ha avviato negli scorsi mesi un programma pilota insieme a Cisco per consentire ai negozi di offrire wi-fi gratuito in cambio di un check-in. Ieri TechCrunch ha riportato le intenzioni di Zuck di espandere il progetto, partito nella sola San Francisco, al resto degli Stati Uniti. Il passo successivo è semplice immaginarlo.

Non si tratta per altro di una grande novità. La startup italiana Wiman già consente ai negozianti di offrire ai clienti che accettano di iscriversi usando Facebook o Google la navigazione gratuita. Questa novità è ora disponibile anche sulle auto di Uber, grazie a un accordo fra le due startup e che consente ai clienti delle vetture a noleggio di navigare in Internet senza consumare il proprio piano dati.

Facebook sembra spingersi un po’ più in là con la volontà apparente di tracciare i nostri spostamenti, ma in realtà i check-in possono anche essere privati o, addirittura, evitati. Lo strumento però è studiato in modo tale che la maggior parte degli utenti caschi nel check-in.

Se la cura della vostra privacy si Facebook vi sta a cuore, procedere con questo tipo di check-in è vagamente assurdo. È bizzarro però che farlo con Facebook ci preoccupi, mentre farlo con Google molto meno. Google legge infatti le nostre mail, segue i nostri spostamenti con Android e Maps, sa cosa guardiamo su YouTube e via dicendo. E dunque?

Dunque tutto questo parlare di privacy lascia un po’ il tempo che trova. In fondo siamo tutti coscienti che le informazioni che mettiamo su Facebook vengono diffuse a destra e manca quando facciamo un log-in con Facebook Connect. La nostra privacy conta così poco che siamo disposti a barattarla per qualche scampolo di wifi.

Personalmente appartengo a quella categoria di pigri che abusa di Facebook Connect. Siccome però appartengo anche a quella categoria di persone che hanno ancora in una certa considerazione la propria privacy, ho rimosso da Facebook qualunque dato personale lasciando al sito di Zuck pochi like e qualche dettaglio che può tranquillamente essere condiviso. Non dico che sia il modo migliore di comportarsi, ma se Facebook è per voi solo un strumento di comunicazione, può andare bene così. Peggio, potete farvi un account dedicato ai log-in. Non è “legale”, ma non vi arresteranno per averlo fatto. In un certo senso, è la droga del nuovo millennio.