Se spendi 19 miliardi di dollari per comprare WhatsApp perché tutti la usano non puoi certo non attapirarti quando al down di questa la gente se ne frega del tuo servizio e corre altrove per chiacchierare dello sciagurato evento.

A distanza di 24 ore dalle prime segnalazioni di #whatsappdown l’hashtag è infatti ancora in trend topic su Twitter. Un bello schiaffo per Mark Zuckerberg e il suo Facebook!

Cos’è successo è presto detto. In realtà all’inizio non si è trattato di un vero e proprio down. L’app funzionava, anche se facevi fatica a connettertici. Nel momento in cui riuscivi, dopo svariati tentativi, a inviare un messaggio il destinatario però non lo riceveva subito. Succedeva così che gestire le conversazioni diventava impossibile. Insomma, se nelle ultime ore non vi rispondeva nessuno ai messaggi era perché li ricevevano parecchio dopo che li avevate inviati.

Il problema si è diffuso a macchia di leopardo, colpendo prima gli utenti iPhone e poi a catena quelli di Android e Windows Phone 8. Curiosamente, il down si è verificato giusto il giorno dopo che WhatsApp aveva superato il record di messaggi inviati nell’arco di una giornata: 64 miliardi.