Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di vedere che WhatsApp, il più utilizzato servizio di messaggistica al mondo, ha deciso di rimuovere il pagamento dell’abbonamento annuale, diventando (o meglio tornando ad essere) completamente gratuito, rinnovando la promessa di non inserire mai al suo interno alcuna forma di annuncio pubblicitario.

A questo punto è legittimo chiedersi da dove possano derivare le entrate economiche del servizio, visto che anche prendendo in considerazione l’ipotesi pubblicitaria, sarebbe difficile integrare annunci su WhatsApp, dato che i dati di Facebook non sono in condivisione dunque non sarebbe effettuabile una targettizzazione, così come non si potrebbero individuare i gusti dalle comunicazioni nelle chat, visto che le conversazioni sono di tipo peer-to-peer e dunque non accessibili nemmeno dal servizio stesso.

Tra l’altro, come riporta Phone Arena, nemmeno il pagamento dell’abbonamento sarebbe mai stato una forma di guadagno troppo grande, con WhatsApp che avrebbe guadagnato all’incirca da ogni utenti 6 centesimi. Torniamo dunque alla domanda, da dove potrebbero provenire i ricavi del servizio? La via potrebbe essere quella degli utenti business, utilizzando lo stesso servizio per mettere in comunicazione clienti ed imprese, e per questo compito lo strumento a cui viene da pensare è subito uno, in test dall’azienda proprietaria di WhatsApp: Facebook M dell’omonima Facebook.

Infatti Facebook M potrebbe già consentire agli utenti di mettersi in contatto con le aziende per avere supporto o inoltrare richieste, e nonostante sia stato testato solo su un numero limitato di utenti negli Stati Uniti è possibile pronosticare l’introduzione dell’assistente virtuale sul servizio di messaggistica, anche se in un momento successivo rispetto a Messenger, che vedrà il suo arrivo per primo. Sarà già difficoltoso gestire la funzione di un software per gli 800 milioni di utenti della chat di Facebook, dunque potrebbe arrivare in seguito e dopo aver perfezionato le feature la sua introduzione su WhatsApp. Non ci resta che aspettare.