Appena una settimana fa, WhatsApp infrangeva il record dei messaggi scambiati quotidianamente: nel frattempo, gli utenti attivi sono arrivati a duecentocinquanta milioni. Una cifra che s’avvicina a Skype (che ne dichiara duecentottanta) e supera Twitter, fermo a duecento. Un successo planetario che spaventa gli operatori telefonici, perché WhatsApp è utilizzato sopratutto in sostituzione all’invio di SMS e MMS. Ovviamente, dove non è prevista una connessione WiFi, è comunque necessario accedere alle reti mobili per utilizzarla.

La notizia in sé non è particolarmente interessante, considerando che la popolarità di WhatsApp non è mai stata in discussione. Mi domando, però, se Facebook non abbia commesso un errore: condivido l’opinione di Marco Usai riguardo ai video su Instagram e rilancio dichiarando che il social network avrebbe dovuto migliorare Facebook Messenger. Quest’ultimo non è ancora disponibile su Windows Phone e non ammette la condivisione di contenuti multimediali, a differenza di WhatsApp. Grazie al VoIP, potrebbe sbaragliare i concorrenti.

Perché “rovinare” un prodotto vincente, anziché migliorare una app incompleta? Se davvero WhatsApp introdurrà il push-to-talk, il vantaggio di Facebook Messenger sarà ridotto. WhatsApp non può gestire gli SMS e gli MMS, ma li rimpiazza con le funzionalità che propone su tutti i sistemi operativi per tablet e smartphone. Il VoIP completerebbe l’esperienza, andando a insidiare il primato di Skype e relegando l’applicazione del social network a terza scelta nonostante il numero di utenti. Mark Zuckerberg, secondo me, ha sbagliato.