WhatsApp ha annunciato la rimozione dell’abbonamento a pagamento, necessario per accedere alla famosa applicazione di messaggistica istantanea. Qualche anno fa, WhatsApp introdusse la necessità di pagare un piccolo abbonamento, pari a 99 centesimi per il primo anno. La novità non venne ben accolta da parte del pubblico e, adesso, WhatsApp ha ufficialmente annunciato la rimozione di questo abbonamento, rendendo l’accesso alla piattaforma completamente gratuito.

La strategia di WhatsApp, negli ultimi anni, è stata quella di offrire agli utenti una piattaforma estremamente utile, ma che richiedeva la sottoscrizione di un abbonamento annuale. Con l’evoluzione e la crescita della base di utenti, WhatsApp ritiene che questo meccanismo non funzioni più e per questo motivo ha deciso di rendere WhatsApp gratis per sempre.

Molti utenti di WhatsApp, infatti, non hanno una carta di debito o di credito e sono preoccupati di perdere l’accesso all’app, con la quale si tengono in contatto con gli amici e la famiglia, dopo il primo anno. Quindi, nelle prossime settimane, WhatsApp rimuoverà il pagamento dell’abbonamento e tutti gli utenti potranno utilizzare l’applicazione gratuitamente.

Coloro che utilizzano WhatsApp da circa sei anni, con molta probabilità, non hanno mai dovuto pagare la sottoscrizione. Infatti, molti utenti che hanno seguito tutta l’evoluzione di questa applicazione hanno ricevuto un abbonamento a vita completamente gratuito. Per coloro che hanno pagato 99 centesimi all’anno, invece, non vi sarà nessun rimborso, bensì l’abbonamento cesserà automaticamente.

Ad oggi, WhatsApp ha circa 1 miliardo di utenti e la rimozione dell’abbonamento comporterà un importante incentivo per scaricare e utilizzare l’app. La volontà della piattaforma posseduta da Facebook è quella di generare ricavi attraverso servizi per il business. Così facendo, WhatsApp permetterà agli utenti di inviare messaggi alla propria banca o alle compagnie aeree. Inoltre, WhatsApp non sta pianificando l’introduzione di pubblicità di terze parti all’interno dell’app, in modo tale da rimanere ancorata all’idea iniziale dei fondatori, che nel 2012 si dichiaravano contrari all’utilizzo della pubblicità.