WhatsApp rimarrà bloccato in Brasile per 72 ore. Non è un problema di natura tecnica della piattaforma ma bensì il volere delle autorità locali. Circa 100 milioni di utenti rimarranno, dunque, orfani del servizio di comunicazione per diverse ore. Lo stop di WhatsApp è arrivato dal giudice Marcel Maia Montalvão che ha voluto punire per l’ennesima volta la piattaforma per non aver voluto condividere i dati di alcuni utenti coinvolti in un’indagine.

Non è, infatti, la prima volta che le autorità del paese puniscono la piattaforma di comunicazione con un provvedimento analogo ma questa volta la “sanzione” è stata la più pesante di sempre. Nel 2015, infatti, furono resi esecutivi altri due blocchi, attuati sempre per le medesime motivazioni. Blocchi che poi furono rapidamente rimossi dopo circa 12 ore grazie all’intervento dell’alta corte di San Paolo. Lo stop arriverà, comunque, mediante specifici filtri che le aziende di telefonia mobile locali dovranno implementare all’interno delle loro reti. Aziende che hanno risposto affermativamente alla richieste delle autorità anche perchè avrebbero rischiato, in caso di disobbedienza, una multa di 500 mila Reais cioè di circa 150 mila euro.

Curiosamente, il giudice Marcel Maia Montalvão ha già mostrato in passato un certo accanimento verso i social network. Fu il giudice che fece arrestare i vice presidente di Facebook Diego Dzodan sempre per la motivazione di non aver concesso l’accesso ai dati degli utenti.

Questo accanimento verso WhatsApp ha ovviamente fatto scatenare molte polemiche all’interno del paese anche perchè la piattaforma non solo è largamente utilizzata dagli abitanti ma è anche il canale di comunicazione principale delle famiglie meno abbienti.