Cina dice no a WhatsApp. Se inizialmente il popolare servizio di messaggistica istantanea nel paese asiatico era limitato in alcune sue funzioni, nello specifico l’invio di foto e video, ora è stato totalmente oscurato e non è più possibile nemmeno inviare messaggi di testo.

Nadim Kobeissi, di Symbolic Software, società di ricerca parigina che si occupa di controllare la censura digitale anche in Cina, fa sapere che probabilmente la Cina ha aggiornato il suo firewall di stato per bloccare il protocollo NoiseSocket che è relativo alla funzione di invio testi di WhatsApp.

Un’altra doccia fredda per Facebook, che dopo vedersi bloccato il social network nel 2009 ora perde anche la sua app di messaggistica istantanea WhatsApp. Ora l’unica presenza del colosso di Menlo Park in Cina è data dall’applicazione per la condivisione foto Colorfull Balloons, lanciata lo scorso mese.

La scelta di bloccare WhatsApp in Cina potrebbe essere da imputare alla presenza della crittografia end-to-end che mantiene totalmente privati i messaggi degli utenti, mentre il governo cinese evidentemente preferisce avere sotto controllo tutto ciò che i suoi cittadini scrivono, come accade con WeChat, app cinese che fornisce tutti i dati personali degli utenti al governo.