Il sistema crittografico di WhatsApp potrebbe, alla fine, non essere così sicuro come si potrebbe pensare. Tobias Boelter, ricercatore americano dell’Università della California, afferma di aver trovato una backdoor di sicurezza che Facebook potrebbe utilizzare per intercettare in ogni caso i messaggi condivisi dagli utenti. Facebook, si ricorda, è proprietaria di WhatsApp ma in nessun modo dovrebbe accedere alle conversazioni in quanto la crittografia dovrebbe rendere private tutte le comunicazioni.

WhatsApp è sempre stata molto orgogliosa del suo sistema crittografico che ha reso le conversazioni sicure tanto che oggi la piattaforma è utilizzata anche da politici e personaggi di rilievo per le loro comunicazioni private. Anche Facebook ha sempre assicurato che nessuno può accedere alle chat ed intercettare i messaggi degli utenti. Eppure, questa nuova ricerca affermerebbe giusto il contrario, anzi che potrebbe proprio essere il più grande social network della rete a leggere i messaggi.

Ovviamente, questa notizia ha sollevato subito un vespaio di polemiche con gli attivisti e i difensori della privacy che parlano apertamente di rischi gravissimi per la libertà di parola. Il rischio teorico, infatti, è che questa backdoor possa essere sfruttata anche dai governi per tenere sotto controllo le comunicazioni di specifici soggetti o di intere popolazioni.

A questo punto, l’accusa è molto chiara. Non rimane che aspettare una replica di WhatsApp per capire effettivamente quale sia il reale livello di sicurezza della piattaforma.