Google Voice, il servizio per comunicare coi telefoni tradizionali o in VoIP, chiude e trasferisce le funzionalità su Hangouts: una mossa per competere con WhatsApp (che aggiungerà le chiamate vocali) e Skype. La primavera è sempre più vicina, complici le temperature estive di questi giorni, e con essa arriveranno le pulizie. Google proponeva addirittura quattro servizi diversi per fare la stessa cosa – ovvero, comunicare – ma in futuro resterà soltanto Hangouts. Finalmente, verrebbe da dire dopo anni d’inutili sovrapposizioni.

L’unica piattaforma che non ha mai fatto confusione è Skype. Chat e voce, anche coi numeri di telefono fissi o mobili: Voice aveva bisogno di Talk – che poi è diventato Google+ Messenger – per completare l’offerta. A WhatsApp mancano ancora le chiamate, come a Facebook Messenger che inspiegabilmente ha avviato un programma beta per Android. Microsoft, acquistando Skype, ha “ucciso” Windows Live Messenger mentre Mark Zuckerberg ha in mente qualcosa di diverso. Google sta facendo la scelta migliore, anche se forse è troppo tardi.

Insomma, la situazione è quanto mai confusa. Google ha bisogno di ridurre, Facebook dovrebbe proprio farlo – ma io non mi stupirei se Messenger su Android acquisisse le chiamate in VoIP a fissi e cellulari, dopo quelle gratuite via internet – e Microsoft l’ha già fatto. Skype è la soluzione migliore e più completa, ma non va più di moda e WeChat acquista maggiori consensi. Hangouts, rimodellato su Skype, riuscirà a sostenere la competizione? Saranno gli utenti a determinarlo. Oggi, il campione da battere è sicuramente WhatsApp.

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