Negli ultimi tempi su WhatsApp si è fatta molta confusione. È sempre stata un’app a pagamento, ma con un business model diverso a seconda delle piattaforme. Su iOS si pagavano prima 0,79 euro e si pagano ora 0,89 euro una tantum, mentre su Android, BlackBerry e Windows Phone l’app era ed è gratuita e si iniziava a pagare un dollaro all’anno a partire dal secondo anno. Ogni tanto qualcuno scopre questa cosa e grida al lupo al lupo, ma non è mai cambiato nulla, solo qualche giornalista o blogger ha imparato a leggere. Qualcosa però cambierà a breve.

Come riporta Ingrid Lunden su TechCrunch, il CEO di WhatsApp Jan Koum ha intenzione di estendere il modello di abbonamento anche agli utenti iOS entro l’anno. Per i nuovi (e solo i nuovi) utenti l’applicazione avrà quindi un canone annuale di un dollaro (0,78 centesimi circa) a partire dal secondo anno, ma si potrà scaricare e usare gratuitamente per il primo anno.

Diverse persone affermano di non aver mai pagato WhatsApp pur avendola usata per più di un anno, ma nessuna di quelle in cui mi sono finora imbattuto era un esperto del settore. Probabile infatti che WhatsApp avesse un qualche bug per cui disinstallando e reinstallando l’app si ripartisse da zero con il conto del periodo free. O qualcosa di simile. Possibile anche che la richiesta di pagamento non fosse esercitata in maniera decisa in tutti i paesi. Fatto sta che nulla cambia: WhatsApp è sempre stata a pagamento e lo rimarrà.

Intanto sembra non aver avuto alcun effetto la minaccia di Facebook che dopo essersi vista rifiutare l’acquisto dell’app pareva intenzionata a sviluppare Facebook Messenger per andare allo scontro. Al momento però Zuck sembra concentrato più che altro sul nuovo Diario. Intanto Koum ribadisce: Non abbiamo un’exit strategy perché non la programmiamo o non vogliamo pensarci. Siamo focalizzati sulla realizzazione di buoni prodotti.