E’ ormai risaputo che la navigazione su internet avviene sempre più da mobile che da computer, consacrando quello che potremo definire come il periodo di smartphone e tablet a discapito proprio dei dispositivi fissi. Ovviamente, anche Google è a conoscenza di ciò, e in qualità di motore di ricerca più utilizzato al mondo non può che sviluppare strumenti e metodi perché l’esperienza di navigazione web da mobile avvenga in maniera più confortevole possibile.

Così, come riporta The Verge è nato quello che ha preso il nome di Google Accelerated Mobile Pages Project (AMP), un progetto creato per contrastare gran parte dei fattori che rendono rallentato e macchinoso il caricamento delle pagine nella navigazione da mobile. Tale sistema è nato dalla collaborazione tra Google e vari autorevoli editori, tra cui The Guardian, Washington Post, BuzzFeed, e Vox Media, società madre proprio di The Verge. Si tratta di uno strumento ancora in fase di test, ma è un annuncio che arriva in seguito ad una serie di programmi per portare i contenuti al di fuori dei siti originari con lo scopo di renderli più velocemente accessibili: da Facebook che ha introdotto Instant Articles (non ancora in Italia), a Twitter con Moments, sino ad Apple News.

L’interesse da parte di Google è presto svelato nonché molto semplice: Big G deve gran parte dei suoi introiti dalla pubblicità sul web, e se sistemi come quelli appena citati dovessero portare ad una diminuzione del traffico sui siti in favore di quello interno ai social ed alle piattaforme, a perderci sarebbe proprio la stessa Google. Ecco il perché di Accelerated Mobile Pages Project, in primo luogo un modo per rendere più piacevole la navigazione da mobile sul web, in seconda analisi invece ancora una maniera per far si che questa non veda dei cali nell’utenza che causerebbero possibili perdite al colosso di Mountain View.