La settimana scorsa avevo suggerito cinque strumenti utili ai web designer per lo sviluppo del codice dei siti: oggi, invece, proporrò altrettante soluzioni per monitorare le visite e diffondere i contenuti sui social network. I sorgenti sono fondamentali, ma non bastano a garantire il successo del progetto. Sono sicuro che i più esperti troveranno banali questi consigli e qualcuno noterà che elenco soprattutto le risorse d’aziende molto conosciute, però l’intento è proprio quello di guidare chi li approccia per la prima volta.

Google Analytics – La piattaforma gratuita più completa per analizzare il traffico dei siti web: non occorrono obiettivi e campagne o pubblicità per trarne vantaggio. Un problema è costituito dai cookie che devono essere segnalati.

Google Places for Business – Permette d’indicizzare e gestire l’identità degli esercizi commerciali, degli uffici, ecc. su Maps e Google+: in fase di transizione – a causa della nuova interfaccia pubblicata dall’azienda – è da tenere d’occhio.

Nokia HERE PrimePlaces – È un servizio simile al precedente, che permette altrettanto su HERE Maps: rispetto a Google, offre la traduzione delle pagine in lingue straniere e la condivisione degli aggiornamenti — su Facebook oppure Twitter.

Amazon Alexa – Dopo i primi trenta giorni è a pagamento e, per quanto mi riguarda, è del tutto inutile se non create dei progetti di respiro internazionale: permette di confrontare i propri risultati con quelli della concorrenza.

Microsoft Bing Webmaster Tools – Spesso è “snobbato”, perché la Search Engine Optimization (SEO) riguarda soprattutto Google, ma il motore di ricerca mantenuto da Microsoft è altrettanto importante soprattutto per siti redatti in lingua inglese.

Esistono numerosi altri punti di riferimento per creare un sito: tanto rispetto al codice, quanto nella pubblicazione dei contenuti sui social network. Dalle Application Programming Interface (API) di Facebook, Twitter, ecc. all’indentazione dei sorgenti in PHP. La maggioranza di essi presuppone una conoscenza mediamente avanzata dei linguaggi di markup e/o scripting, perciò ho preferito accantonarli — magari, proponendo delle guide più specifiche in seguito. Le dieci risorse elencate sono quelle che non possono essere escluse.

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