Ieri, Western Digital – che aveva appena rinnovato la gamma dei My Book – ha presentato My Cloud a Milano: una soluzione per organizzare i propri documenti e averli sempre a disposizione, ovunque, senza appoggiarsi a servizi di terze parti. In termini estremamente semplici, My Cloud è un Network Attached Storage (NAS) dedicato ai professionisti e alle famiglie che volessero memorizzare i file come su Dropbox… ma utilizzando un disco da posizionare in ufficio o in casa. È una proposta molto intelligente, se rientrate nel target.

Non fatevi “spaventare” dall’acronimo: non dovete sapere cosa sia un NAS, né come configurarlo. My Cloud è praticamente un hard disk da collegare al router, anziché al computer — ed è utilizzabile da chiunque, senza complicate procedure d’installazione. Equivale grossomodo a tenere lo spazio di Dropbox, Google Drive o SkyDrive sulla scrivania. Connesso alla rete domestica via Ethernet, My Cloud è configurabile in trenta secondi dal browser e Luca Marazzi assicura che potrebbe farlo persino una proverbiale «casalinga di Voghera».

L’estrema semplicità di My Cloud è, insieme, il valore aggiunto e il limite del prodotto: parlavo di target, perché non credo che una soluzione del genere sia appetibile per un sistemista — a meno che non intenda utilizzarla in famiglia. WD ha semplificato un meccanismo che solitamente è adottato dalle imprese per gestire i cosiddetti «big data», affinché fosse accessibile a tutti. Una buona opportunità per risparmiare le quote di spazio sulle cloud pubbliche come Dropbox e disporre dei propri documenti nella massima sicurezza.

D’accordo, ma quali sono le caratteristiche e come funziona My Cloud? Anzitutto, è un device integrato – che installa un processore dual-core – che funziona indipendentemente dal proprio computer e monta un disco da 2Tb, 3Tb o 4Tb. Oltre alla presa Ethernet ha un’uscita USB 3.0 che supporta DNLA e UPnP: nel prossimo futuro saranno disponibili delle configurazioni di MyCloud con due o quattro hard disk. Il trasferimento dei documenti avviene attraverso la rete, locale o internet, perché le porte non servono per collegarlo al PC.

Compatibile con Windows e Mac OS X, My Cloud riceve i file da un programma installabile sul desktop oppure dalle applicazioni gratuite per tablet e smartphone che sono disponibili su iOS, Android e Windows Phone. Può effettuare backup e condividere i documenti con Dropbox, Google Drive e SkyDrive o inviare un link ai contenuti via e-mail. È come acquistare per sé una versione ridotta dei data center utilizzati dai popolari servizi di cloud storage, insomma. Le app supportano il dragndrop e la condivisione dal menù contestuale.

Chi potrebbe acquistare My Cloud? È intervenuto Marco Tortato, un fotografo professionista che lo utilizza in ufficio o dall’estero per i backup del proprio lavoro — e ne ha rappresentato degnamente il target. MyCloud costa 189,90€ nella versione da 2Tb, 239,90€ con 3Tb e 299,90€ in quella da 4Tb che sarà disponibile da novembre. Parlavo di limiti e. sebbene supporti la crittografia AES a 128-bit, il device non prevede delle funzionalità avanzate come la scelta dei file system o una gestione più sofisticata dei permessi-utente.