Watch Dogs, in arrivo nei negozi il 27 maggio, è uno dei nomi più chiacchierati nel panorama videoludico di questi ultimi mesi, un gioco in cui moltissimi hanno riposto una importante dose di aspettativa. Il titolo, sviluppato da Ubisoft, è un free-roaming sui generis in cui il giocatore veste i panni di Aiden Pierce, hacker idealista che sfrutta le proprie competenze informatiche per sgominare le attività criminali presenti a Chicago, location in cui si snodando le vicende del gioco.

Le meccaniche sono quelle di un action-stealth in stile Splinter Cell, puntellate da un combat system fluido e che permette al giocatore vari approcci: dallo stealth nudo e crudo all’eliminazione senza fronzoli con le armi da fuoco. La chiave di volta dell’esperienza di gioco di Watch Dogs è ovviamente rappresentata dall’hacking, pratica supportata inoltre dalla possibilità di realizzare – proprio come un provetto McGyver – degli strumenti elettronici utili per mettere fuori gioco gli avversari: può capitare ad esempio che serva disattivare cellulari o sabotare ordigni esplosivi.

Il buon Aiden è legato ad un sistema di skill tree nel quale si possono spendere i punti esperienza guadagnati nelle missioni e nelle altre attività secondarie per sviluppare tre tipi di abilità: “combattimento”, utili per potenziare i danni con le armi e realizzare marchingegni più efficaci; “hacking”, che sono fondamentali per bypassare i sistemi di sicurezza e, infine; “guida”, legate al potenziamento e alla rapina delle auto. Sarà molto importante sviluppare queste capacità poiché il gioco, nelle fasi più avanzate, sembra diventare particolarmente ostico e il protagonista è tutto fuorché immortale come lo è invece in Assassin’s Creed.

La città in cui si muoverà il protagonista è una dettagliata ricostruzione di Chicago in chiave futuristica e ipertecnologica. La particolarità della città di Watch Dogs sta però nella presenza di abitanti dotati di una propria identità e a cui il giocatore potrà spiare i messaggi e ascoltare di nascosto le telefonate. Niente di trascendentale, ma è comunque un modo per rendere il mondo attorno al protagonista più vivo e credibile.

Non manca la componente multiplayer. Non si tratta di un’aggiunta tradizionale e sviluppata come mero riempitivo, ma di un elemento che dovrebbe arricchire il gameplay e che si inserisce all’interno della campagna singolo giocatore, senza proporsi come modalità a se stante come accade invece in Assassin’s Creed o GTA V. Sempre nei panni di Aiden Pierce, infatti, si potrà interagire con altri giocatori – visualizzati come “Fixer” con un aspetto scelto randomicamente dalla CPU – e partecipare ad alcune attività del mondo di gioco. Di altissimo livello il comparto grafico, che dona un impatto estetico complessivo di Chiacgo – soprattutto di sera – davvero suggestivo e capace di trasmettere il senso di “oppressione tecnologica”.