Nemmeno il tempo di riprendere fiato che il ransomware WannaCry torna a colpire ma questa volta non in Europa ma bensì in Cina. L’inizio della settimana per centinaia di PC cinesi è stato molto problematico. Sarebbero oltre 29 mila le sedi istituzionali colpite dal ransomware, comprese le agenzie governative dove teoricamente la sicurezza informatica doverebbe essere maggiore. Dunque, anche per la Cina l’incubo WannaCry si è palesato in tutta la sua gravità. Il problema è sempre quello è cioè una vulnerabilità nel protocollo SMB di Windows. Una falla risolta da tempo a meno che gli utenti per qualche motivo non abbiano provveduto a scaricarla ed ad installarla nel PC.

Per molti computer cinesi, dunque, così come per molti PC europei, questa falla di sicurezza non era stata risolto lasciando terreno estremamente fertile a WannaCry di poter agire indisturbato.

Ma se la Cina sta vivendo ore “turbolente”, dall’Europa si tira un sospiro di sollievo. Molti temevano il rientro dal weekend con l’accensione di migliaia di PC potenzialmente nel mirino del ransomware. Invece, tutto è andato per il meglio con l’infezione che non sembra essere aumentata. Il segnale che, probabilmente, nel corso del weekend molti tecnici si sono messi all’opera per aggiornare le loro macchine e chiudere, così, la falla di sicurezza.

Non bisogna, però, abbassare la guardia perché di WannaCry se ne sentirà ancora a parlare visto che stanno arrivando alcune sue varianti immuni ai correttivi sino ad ora individuati.