Per patriottismo molti internauti hanno scelto di scommettere sulla potenza di Volunia, il motore di ricerca made in Italy che al momento dell’esordio non è stato così performante.

Volunia è online dallo scorso febbraio e sembra che ci siano stati molti problemi con l’applicativo all’inizio. La firma del prodotto è di Massimo Marchiori che adesso sembra voler svelare a tutti le nuove caratteristiche integrate nel suo figlio tecnologico.

La prima modifica introdotta fa capire bene che Volunia, diversamente rispetto a quanto pensato e quanto detto anche da noi in apertura, non vuol essere un motore di ricerca. Infatti il search che mette a disposizione di chi naviga, mette a disposizione soltanto l’1 per cento dei prodotti indicizzati dalla rete.

Al contrario, per le funzioni di ricerca si affida ad un binomio molto più collaudato come Bing e Yahoo!

Al momento però non ci sono accordi commerciali con queste aziende, per cui gli utenti non si troveranno davanti una barra degli strumenti con i soliti loghi. Questa novità o scelta che dir si voglia, rivede anche la posizione dei competitor di Volunia che non sono assolutamente Google, Bing o lo stesso Facebook.

La volontà, infatti, è di porsi ad un livello superiore con attività che s’incrociano con quelle delle altre aziende.