Lunedì 9 maggio saranno tolti i veli a Viv, un nuovo assistente vocale sviluppato dai creatori di Siri, Dag Kittlaus e Adam Cheyer. Secondo le indiscrezioni riportate dal The Washington Post, questo progetto di intelligenza artificiale risulterebbe molto più sofisticato di quello di Siri. Viv, dunque, dovrebbe consentire di eseguire compiti anche di una certa complessità imitando la spontaneità di un essere umano.

Come assistente vocale, dunque, dovrebbe consentire un approccio più naturale e meno artificiale come avviene, invece, con Siri. In altri termini, Viv dovrebbe far credere agli utenti di stare parlando con una persona vera e non con un computer. Con questo nuovo assistente vocale, gli utenti potranno effettuare richieste di una certa complessità includendo dati avanzati. Un esempio può essere fatto con la prenotazione di un biglietto di un cinema tenendo contro di altri parametri come prezzi ed eventuali offerte. Anche questo è possibile con Siri ma in più scomodi passaggi, mentre Viv permetterà di farlo con un’unica domanda.

Viv, inoltre, potrà interagire con applicazioni di terze parti come Uber, Florist One, SeatGuru, ZocDoc e Grubhub offrendo, così, molti più servizi e possibilità. Una possibilità molto simile a quella offerta da Alexa, l’assistente di Amazon.

La naturalezza nell’utilizzo di Viv è un punto fermo dei due sviluppatori, un’idea che pice molto ai primi partner e che doveva essere anche alla base di Siri, anche se poi Apple scelse un’altra strada.

Google e Facebook si sarebbero già fatti avanti per acquistare Viv ma non è chiaro se Dag Kittlaus e Adam Cheyer cederanno alle lusinghe dei due colossi del web. I due sviluppatori, infatti, non hanno voluto fare previsioni sul futuro del loro progetto anche se vedono una sua implementazione in più dispositivi.

Forse, stanno solamente scegliendo l’offerta che possa consentire a Viv di crescere e svilupparsi il meglio possibile senza vincoli.